Crocifisso e Presepe

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Ora che siamo quasi alle porte del Santo Natale, come da qualche anno ormai

Si ripresenteranno puntuali, tutte quelle iniziative rivolte a deviare le nostre culture, le nostre abitudini di vita e la nostra stessa religione

Come quelle di:

  • Togliere il crocifisso dalle aule
  • Rimuovere il crocifisso dai Tribunali
  • Non festeggiare questa o quell’altra ricorrenza religiosa
  • Non allestire il presepe nelle aule delle scuole materne/elementari
  • Non portare all’asilo determinati giocattoli e/o oggetti che danneggerebbero la sensibilità altrui
presepe e crocifisso
Presepe e Crocifisso rappresentano la nostra cultura e la nostra storia

E, cosa ancor più grave, è che alcune di queste richieste, provengono proprio da coloro (cosa già successa pochi giorni fa) che, dovrebbero garantire la conservazione e la prosecuzione delle nostre tradizioni e dei nostri costumi: gli educatori e le educatrici dei nostri figli. Forse non hanno ancora realizzato che il risultato finale di queste azioni ipocritamente celate dal raggiungimento di una ipotetica eguaglianza ed integrazione; sarà quello della soppressione (di questo si tratta) del nostro credo, delle nostre tradizioni e, della nostra intera storia cattolica! L’integrazione deve essere intesa come la ricerca e la concretizzazione di un punto di incontro comune che permetta all’uno di vivere nel pieno rispetto dell’altro (naturalmente, partendo dalla naturalizzazione di uno nella società dell’altro) e che predisponga un miglioramento di tutti quei processi di vita che formano la piattaforma di crescita dell’individuo e di tutti i suoi cardini esistenziali. Non come una incondizionata accettazione ed introduzione di usi, costumi e religioni di altri Popoli che, pur costituendo una grande risorsa umana e sociale, non possono e non devono porre in sofferenza e far passare in secondo piano i nostri fulcri di vita come IL CROCIFISSO, IL PRESEPE e tutto ciò che fa parte integrante ed inscindibile della nostra identità socio-culturale. Integrazione significa RISPETTO, EDUCAZIONE, CONDIVISIONE ed INCONTRO di civiltà. Chi viene nel nostro Paese, deve accettare e condividere il nostro Essere ed il nostro Vivere! Se il suo credo non gli consente di condividere la nostra identità religiosa, è necessario predisporre tutti quei comportamenti e processi di tolleranza che sono alla base della crescita e della civilizzazione.

Desidero inoltre riportare la procedura che è stata intrapresa attraverso la Sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18 marzo 2011 (Ricorso numero 30814/06)

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