Natale ed il suo vero significato

Tra poche settimane sarà Natale, ma questa festività, viene davvero percepita per quello che rappresenta?

Cioè la natalità (anche se molte fonti dichiarano che la data non sia il 25 dicembre) di Gesù quindi, l’origine della Cristianità? Beh, lasciatemi esprimere il mio punto di vista su ciò che percepisco in questi ultimi anni. Il santo Natale infatti, viene sempre più percepito e celebrato come la più grande festa Nazionale, dove ci si scambiano doni ed auguri, abbracciandosi ed apparendo buoni, rispettosi e cordiali come non mai ma, nello stesso tempo, precipitandosi negli ormai sconfinati centri commerciali per accaparrarsi questo o quell’altro regalo tecnologico (spendendo anche centinaia di euro) e rilegando di fatto, la sacralità della tradizione, ad un sempre più mero atto di consumismo. Il Natale era bello, fantastico ed unico, quando ero bimbo (negli anni 70) ed innocente nell’animo e nei pensieri; quando si credeva veramente all’arrivo di Babbo Natale (ricordo che io andavo a letto nella mia stanza ma, rimanevo sveglio nella speranza di sentire i suoi passi o di percepirne la sua presenza per poi correre a scoprire come fosse e finalmente e coglierlo con le mani nel sacco dei regali) e al premio che i genitori davano a noi bimbi (facendo finta di scrivere o di farci scrivere a Babbo Natale), se avevamo trascorso un anno comportandoci bene, facendo progressi a scuola, in famiglia e nella comunità. Quanto era bello, andare per boschi e colline, nel cercare e raccogliere il muschio più bello e più soffice (con quel profumo intenso e penetrante che invadeva tutto l’ambiente dove veniva posato) per trascorrere intere ore a costruire con il cartone o con dei piccoli pezzetti di legno, il presepe con tutte le statuine sacre, gli animaletti, le casette, i mulini, gli alberelli, lo stagno con le paperelle, il caminetto e tutto ciò che serviva per addobbare il nostro presepe, occupando interi tavolini o intere stanze, ricevendo così, anche i continui rimproveri di tutta la famiglia. Quanto era bello scrivere la letterina di Natale, dove si prometteva di essere più buoni, di essere educati e rispettosi; nascondendola sotto al piatto del Papà per poi leggerla prima del pranzo e sentire alla fine, gli applausi di tutta la famiglia! Ecco, questo era il Natale che io ricordo con tristezza e con malinconia. Oggi invece, non si racconta più niente (almeno in gran parte) ai bimbi che anzi, ricevono anche in questo giorno, la consolle dei loro giochi preferita e che non si soffermano nemmeno un attimo a chiedere da dove venissero i re magi o da dove provenisse la cometa che illuminava il loro cammino. Lasciatemi esprimere anche il mio grande rammarico sulla grande e sconfinata ipocrisia che ricopre quasi tutto il periodo festivo, dipingendo anche le persone più cattive e crudeli, con colori e ghirlande festose, semplicemente a coprire come una maschera aderente e fuorviante, la loro vera natura; nell’intento di CONTINUARE a perpetrare le loro cattiverie camuffandole come azioni caritatevoli ed avvolgendole (proprio come un dono) con un velo di finta misericordia! La vera bontà si manifesta incondizionatamente in ogni luogo ed in ogni dove, e senza alcuna rivalsa o rivendicazione.

Faccio il mio augurio di Natale a tutti voi con una piccola preghiera:

Buon Natale
Buone Feste a voi tutti

Aprite il vostro animo e dedicate il vostro pensiero alle persone più deboli ed indifese ed a coloro ai quali la vita sorride di rado.

Ricordate sempre che tutti noi siamo come delle piccole ed inermi foglioline davanti al creato: basta un piccolo venticello per disperderci nell’infinito spazio dell’ignoto!
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