Richiesta anticipata fattura ENEL

Avete richiesto telefonicamente la fattura anticipata ENEL per le zone del sisma centro Italia e siete in attesa di riceverne conferma?

Se avete richiesto telefonicamente ai numeri verdi: 800900800 (vecchi clienti ENEL) o 800900860 (clienti enel energia) o 199505055 (per le chiamate da rete mobile), l’invio della fattura ENEL, anzichè attendere il completamento del periodo di interruzione che scadrà nel 2020; allora, avrete sicuramente ricevuto il modulo (se non lo avete ancora ricevuto, potete scaricarlo da quì: link ufficiale Enel) da firmare e trasmettere ad ENEL per poter procedere alla vostra richiesta.

Eccone allora una copia (la mia) con i pochi e semplici campi da compilare, che sono:

modulo di richiesta
Modulo di richiesta della fatturazione anticipata
  • Nome e cognome dell’intestatario della fornitura o eventuale legale rappresentante;
  • Codice fiscale;
  • Codice pod (Se non sapete dove trovarlo, ecco dove si trova);
  • Ubicazione della fornitura;
  • Voci da barrare (scelta della rata unica o della rateizzazione dell’importo);
  • Lettura del contatore;
  • Luogo, data e firma

E’ possibile trasmettere il modulo via web, per email, a mezzo fax o posta tradizionale.

Io suggerisco una delle 2 prime metodologie: via web (tramite il sito enel.it, alla voce INVIO DOCUMENTI) o tramite email

 

La quotidianità rubata

Da quando la malattia mi ha tolto moltissime cose (se non tutto) della mia quotidianità; sapete qual è la cosa più frivola e più semplice che oggi mi manca?

Il vestirmi in modo elegante! (come si evince da questo ritaglio di un giornale di più di venti anni fa, quando svolgevo il compito di sceglitore prima e di addetto al controllo qualità poi, in una Azienda produttrice di igienico-sanitari)

ben vestito
Erano gli anni 90 ed io ero sempre ben vestito

Si, perchè a me piaceva indossare una bella camicia con il colletto sempre in ordine; abbinarla con una cravatta elegante e dai toni poco sgargianti; indossare un bel pantalone ben stirato, confortevole e senza pieghe; calzare un bel paio di scarpe scure e ben pulite; indossare un impermeabile che desse un tocco finale a tutto il resto e, terminato il mio turno di lavoro (che spesso, andava avanti anche di festivo), andare al mio bar preferito a prendere un bel caffè bollente e leggermi (seduto al tavolino più appartato) il mio bel quotidiano di cronaca locale! Oggi, tutto questo è solo un bel ricordo ma dal sapore difficile da mandar giù!

Oggi? Solo tuta (larga) e pantofole!

Per stare a casa e quasi senza alcun movimento; vanno più che bene!

Il rumore assordante del silenzio

Le promesse sono come le nuvole: volano di cielo in cielo

Immaginate IL SILENZIO surreale che prevale alla fine di un terremoto devastante che ha distrutto tutto ciò che ha incontrato durante il suo cammino! Ecco; è esattamente con lo stesso inverosimile e surreale epilogo che si è manifestato l’operato della Amministrazione Comunale e dei Servizi Sociali del territorio (nei confronti della mia emergenza abitativa da disabile totale).
Parole, fumo negli occhi ed ipocrisia; questi sono gli eventi che hanno sovrastato, dominato e contraddistinto l’intera vicenda! Come altro descrivere tutto ciò se non con le classiche promesse da campagna elettorale? Ah no; a pensarci bene; c’è un altro modo per descrivere tutto questo!

gettare fumo negli occhi
Fumo negli occhi

Come promettere ad un bambino di dargli un bel regalo per poi, confezionargli una bella ed accattivante scatola vuota! (ingannandolo e prendendosene gioco)

Eppure, mantenere la promessa fatta rappresenta (in questo caso, è meglio usare il condizionale: rappresenterebbe) il cardine ed il pilastro dell’impegno del buon padre di famiglia e quindi dello Stato e delle Istituzioni locali e non, nel garantire il benessere, la collaborazione, l’interattività e la serenità dei suoi cittadini.

proverbio arabo
Citazione proverbio arabo

In conclusione, voglio inserire un commento inviatomi da un utente su Whatsapp:

Quasi tutti uguali: occupano i posti che hanno solo per il 27 di ogni mese. Dedizione, responsabilità, coscienza, rispetto, impegno, onestà, collaborazione, tutte cose per cui vengono anche pagati; ma che purtroppo, non fanno parte del loro vocabolario.

Chiamate il 40916? Attenti a chi risponde

Basta un operature furbetto per compromettere l’utente e la compagnia telefonica.

Avendo anche un vecchio telefono (GSM) con una vecchia sim TIM del 1993 (con un vecchio numero riservato esclusivamente ai familiari); ogni tanto, telefono al gestore telefonico per tenermi informato sul credito residuo e sulla scadenza della SIM (utilizzata quasi esclusivamente per ricevere). Giorno 25 gennaio, compongo il numero destinato alla verifica del credito residuo (40916) e chiedo all’operatore che mi risponde dall’Albania, di fornirmi gli estremi del traffico e di validità della SIM. L’operatore mi mette in attesa per 2/3 minuti circa, dopodichè mi da le informazioni richieste e mi saluta. Subito dopo mi arriva un sms che mi avvisa che il credito residuo sta per terminare. Ma come? Se un attimo prima, l’operatore che mi ha risposto dall’Albania mi aveva riferito che il mio credito residuo ammontava a 5 euro e 46! Cosa era successo in quei 2/3 minuti nei quali l’operatore mi aveva messo in attesa? Chiamo allora il 119 (assistenza clienti TIM) e spiego all’operatore (che questa volta mi risponde dall’Italia) il contesto della mia lamentela e gli spiego che solo l’operatore precedente poteva avere attivato (data la tempistica nell’ordine di 2/3 minuti) qualcosa senza alcuna richiesta ed in modo del tutto fraudolento. Cosa mi riferisce? Che era stato attivato un servizio di 3 euro mensili! Non immaginate la mia rabbia nell’apprendere il comportamento scorretto e lesivo di quell’operatore estero!

sms di notifica
SMS di notifica credito residuo e servizio disattivato

Esprimo allora, il forte desiderio di denunciare ufficialmente l’accaduto al gestore telefonico (TIM) e chiedo la disattivazione immediata del servizio attivato senza alcuna richiesta ed il reintegro dei 3 euro serviti allo scopo! L’operatore italiano, prende atto della mia dettagliatissima spiegazione e dell’altrettanto lampante deduzione e disattiva immediatamente il servizio e mi restituisce i 3 euro!

Ora mi chiedo: e se non avessi ricevuto il messaggio di notifica del credito residuo in esaurimento? Probabilmente mi avrebbe fregato altri 3 euro il mese successivo e così via sino a quando non me ne fossi accorto!

I cari vecchi bigliettini di carta

Come paragonare l’emozione di leggere e decifrare frasi tenere e colme di emozioni impresse in modo indelebile su un foglio di carta; con il freddo e statico schermo di un computer o di uno smartphone!

Il profumo unico ed inconfondibile della carta stampata (come non ricordare il profumo di petrolio delle figurine di 35/40 anni fa) che, ti cattura e ti ipnotizza, generando sensazioni uniche ed insostituibili. Come non soffermarsi a guardare l’andatura unica e morbida delle curve generate dalla penna e calcate dalla mano dello scrivente, sul sottile foglio di carta o sul colorato cartoncino dei bigliettini augurali.

Fare gli auguri con la carta
Ricevere gli auguri di Natale con un bigliettino di carta è fantastico

Tutte queste sensazioni stanno pian piano scomparendo, cedendo il passo alle ormai diffusissime e-card che vengono messe a disposizione degli utenti, già precompilate e con tutta una serie di frasi per le più svariate occasioni; dai compleanni agli onomastici, da Natale a capodanno, dalle frasi di commemorazione a quelle di un colloquio di lavoro. Per la realizzazione di una e-card, non è richiesta alcuna azione se non quella di scelta e relativo invio. Si perde così (a mio avviso) l’anima stessa della comunicazione.

Ho perso più tempo a tenere in mano (facendo scivolare le pagine tra le dita, come a rilevarne le imperfezioni) questi bei bigliettini ricevuti a Natale che, a leggere una email.

Grazie

Natale ed il suo vero significato

Tra poche settimane sarà Natale, ma questa festività, viene davvero percepita per quello che rappresenta?

Cioè la natalità (anche se molte fonti dichiarano che la data non sia il 25 dicembre) di Gesù quindi, l’origine della Cristianità? Beh, lasciatemi esprimere il mio punto di vista su ciò che percepisco in questi ultimi anni. Il santo Natale infatti, viene sempre più percepito e celebrato come la più grande festa Nazionale, dove ci si scambiano doni ed auguri, abbracciandosi ed apparendo buoni, rispettosi e cordiali come non mai ma, nello stesso tempo, precipitandosi negli ormai sconfinati centri commerciali per accaparrarsi questo o quell’altro regalo tecnologico (spendendo anche centinaia di euro) e rilegando di fatto, la sacralità della tradizione, ad un sempre più mero atto di consumismo. Il Natale era bello, fantastico ed unico, quando ero bimbo (negli anni 70) ed innocente nell’animo e nei pensieri; quando si credeva veramente all’arrivo di Babbo Natale (ricordo che io andavo a letto nella mia stanza ma, rimanevo sveglio nella speranza di sentire i suoi passi o di percepirne la sua presenza per poi correre a scoprire come fosse e finalmente e coglierlo con le mani nel sacco dei regali) e al premio che i genitori davano a noi bimbi (facendo finta di scrivere o di farci scrivere a Babbo Natale), se avevamo trascorso un anno comportandoci bene, facendo progressi a scuola, in famiglia e nella comunità. Quanto era bello, andare per boschi e colline, nel cercare e raccogliere il muschio più bello e più soffice (con quel profumo intenso e penetrante che invadeva tutto l’ambiente dove veniva posato) per trascorrere intere ore a costruire con il cartone o con dei piccoli pezzetti di legno, il presepe con tutte le statuine sacre, gli animaletti, le casette, i mulini, gli alberelli, lo stagno con le paperelle, il caminetto e tutto ciò che serviva per addobbare il nostro presepe, occupando interi tavolini o intere stanze, ricevendo così, anche i continui rimproveri di tutta la famiglia. Quanto era bello scrivere la letterina di Natale, dove si prometteva di essere più buoni, di essere educati e rispettosi; nascondendola sotto al piatto del Papà per poi leggerla prima del pranzo e sentire alla fine, gli applausi di tutta la famiglia! Ecco, questo era il Natale che io ricordo con tristezza e con malinconia. Oggi invece, non si racconta più niente (almeno in gran parte) ai bimbi che anzi, ricevono anche in questo giorno, la consolle dei loro giochi preferita e che non si soffermano nemmeno un attimo a chiedere da dove venissero i re magi o da dove provenisse la cometa che illuminava il loro cammino. Lasciatemi esprimere anche il mio grande rammarico sulla grande e sconfinata ipocrisia che ricopre quasi tutto il periodo festivo, dipingendo anche le persone più cattive e crudeli, con colori e ghirlande festose, semplicemente a coprire come una maschera aderente e fuorviante, la loro vera natura; nell’intento di CONTINUARE a perpetrare le loro cattiverie camuffandole come azioni caritatevoli ed avvolgendole (proprio come un dono) con un velo di finta misericordia! La vera bontà si manifesta incondizionatamente in ogni luogo ed in ogni dove, e senza alcuna rivalsa o rivendicazione.

Faccio il mio augurio di Natale a tutti voi con una piccola preghiera:

Buon Natale
Buone Feste a voi tutti

Aprite il vostro animo e dedicate il vostro pensiero alle persone più deboli ed indifese ed a coloro ai quali la vita sorride di rado.

Ricordate sempre che tutti noi siamo come delle piccole ed inermi foglioline davanti al creato: basta un piccolo venticello per disperderci nell’infinito spazio dell’ignoto!

Crocifisso e Presepe

Ora che siamo quasi alle porte del Santo Natale, come da qualche anno ormai

Si ripresenteranno puntuali, tutte quelle iniziative rivolte a deviare le nostre culture, le nostre abitudini di vita e la nostra stessa religione

Come quelle di:

  • Togliere il crocifisso dalle aule
  • Rimuovere il crocifisso dai Tribunali
  • Non festeggiare questa o quell’altra ricorrenza religiosa
  • Non allestire il presepe nelle aule delle scuole materne/elementari
  • Non portare all’asilo determinati giocattoli e/o oggetti che danneggerebbero la sensibilità altrui
presepe e crocifisso
Presepe e Crocifisso rappresentano la nostra cultura e la nostra storia

E, cosa ancor più grave, è che alcune di queste richieste, provengono proprio da coloro (cosa già successa pochi giorni fa) che, dovrebbero garantire la conservazione e la prosecuzione delle nostre tradizioni e dei nostri costumi: gli educatori e le educatrici dei nostri figli. Forse non hanno ancora realizzato che il risultato finale di queste azioni ipocritamente celate dal raggiungimento di una ipotetica eguaglianza ed integrazione; sarà quello della soppressione (di questo si tratta) del nostro credo, delle nostre tradizioni e, della nostra intera storia cattolica! L’integrazione deve essere intesa come la ricerca e la concretizzazione di un punto di incontro comune che permetta all’uno di vivere nel pieno rispetto dell’altro (naturalmente, partendo dalla naturalizzazione di uno nella società dell’altro) e che predisponga un miglioramento di tutti quei processi di vita che formano la piattaforma di crescita dell’individuo e di tutti i suoi cardini esistenziali. Non come una incondizionata accettazione ed introduzione di usi, costumi e religioni di altri Popoli che, pur costituendo una grande risorsa umana e sociale, non possono e non devono porre in sofferenza e far passare in secondo piano i nostri fulcri di vita come IL CROCIFISSO, IL PRESEPE e tutto ciò che fa parte integrante ed inscindibile della nostra identità socio-culturale. Integrazione significa RISPETTO, EDUCAZIONE, CONDIVISIONE ed INCONTRO di civiltà. Chi viene nel nostro Paese, deve accettare e condividere il nostro Essere ed il nostro Vivere! Se il suo credo non gli consente di condividere la nostra identità religiosa, è necessario predisporre tutti quei comportamenti e processi di tolleranza che sono alla base della crescita e della civilizzazione.

Desidero inoltre riportare la procedura che è stata intrapresa attraverso la Sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18 marzo 2011 (Ricorso numero 30814/06)

Annunci di lavoro e raggiri

Molti annunci di lavoro nascondono insidie, raggiri ed addirittura delle vere e proprie trappole

Di seguito, alcuni degli accorgimenti più importanti da adottare per evitare di incappare in brutte sorprese.

offerte di lavoro
Annunci di lavoro e pericoli nascosti
  • Se viene richiesto l’invio del vostro Curriculum Vitae, contattate prima l’offerente in modo diretto, mandategli una mail con richieste specifiche ed attendete che vi risponda. Se non vi risponde, probabilmente, dietro l’annuncio non c’è una vera necessità di personale. Quando e se vi risponderà; osservate se il mittente citerà la sua mansione (esempio: responsabile del personale, responsabile urp, etc.) e se si firma. In mancanza di questi dati o se questi sono evasivi, dubitate fortemente!
  • Se inserite il vostro CV, prima di procedere, accertatevi che il sito web presso la quale lo inserite, sia autorevole, accreditato, che non renda noti a chiunque i vostri dati personali, di cui potete verificarne i fondamenti e poterlo modificare nel tempo.
  • Quando visionate annunci di offerte di lavoro, osservate con molta attenzione la paternità dell’offerta: un’offerta che proviene dall’estero va valutata con estrema delicatezza! Un’offerta priva di qualsiasi riferimento del lavoro che si dovrà svolgere (tipologia, mansione, requisiti, tipo di contratto applicato, trattamento, etc.) è quantomeno evasiva ed anche sospetta.
  • Se ricevete un sms (perchè avete precedentemente inserito il vostro CV in un qualche sito web, specificando il vostro numero di telefono) con proposte di lavoro; fate una ricerca sulla esistenza del referente mostrato, del sito web citato o sulla affidabilità delle referenze mostrate: lo stesso vostro sms (o testo), pubblicato su diverse piattaforme online, indica che il contenuto inviato è multiplo ed indiscriminato (indice di non molta affidabilità).
  • Prestate particolare attenzione alle offerte di lavoro inerenti: call-center, promoter, agenti ed operatore telefonico perchè possono celare aspetti da analizzare (iscrizione camera di commercio, possessori di partita iva, etc.) molto attentamente.
  • Attenzione agli annunci relativi a possibili Casting e, soprattutto, alle richieste di foto e video da inviare in rete! (potreste ritrovarvi pubblicati su qualche sito di dubbia attendibilità).

Se invece ricevete una telefonata, PRESTATE ATTENZIONI ALLE SEGUENTI COSE

  1. Cercate di intuire se l’operatore che vi sta chiamando ha un accento non italiano ma vi dice di chiamare da una località italiana.
  2. Attenti a cosa vi viene proposto: la chiamata potrebbe voler vendere CORSI PROFESSIONALI e non riguardare affatto proposte di lavoro concrete.
  3. Attenti a richieste inerenti i vostri dati personali.

Ma se volete capirne di più, potrete sempre effettuare una ricerca su google, immettendo il numero (se non nascosto) che è apparso sul vostro telefonino. Otterrete così, già un primo riscontro sulle recensioni (positive o negative) a cui quel numero è correlato.

 

Finto pane integrale a tavola

Il pane integrale che compriamo, di integrale ha davvero poco!

Dovendo modificare le proprie abitudini alimentari, sostituendo il pane bianco con quello INTEGRALE, sono stato costretto a constatare che il pane integrale che giunge nelle nostre tavole ha davvero poco di integrale! I primi acquisti, oltre naturalmente, all’introduzione del nuovo gusto, non mi hanno palesato altre differenze sostanziali. Man mano però che incomincio a comprare questo nuovo alimento con costanza e continuità, mi rendo subito conto che ci sono delle evidenti differenze.

Pane con farina integrale
Pane integrale con aggiunta di cereali

Mi accorgo infatti, che ogni forno/supermercato/negozio, fornisce un pane integrale (quello delle foto è un ottimo pane integrale con l’aggiunta dei cereali, prodotto da un forno artigianale di un borgo dell’alto Lazio) con colori e caratteristiche molto diverse e variegate tra loro. Trascorsa qualche settimana, ed mettendo a confronto alcuni tozzi di pane rimasti, verifico che il pane, passa da una colorazione decisamente SCURA ad una tonalità quasi identica a quella del pane bianco ed anche la compattezza varia di molto.

Fetta di pane con farina integrale e cereali
Fetta di pane integrale con cereali

Mi armo di pazienza e perseveranza ed incomincio a fare domande ai banchi del pane dei vari supermercati dove mi reco a fare spesa e presso alcuni fornai della zona. La risposta che mi viene data è quasi sempre correlata alla percentuale di farina bianca e crusca che viene inserita all’interno dell’impasto. La farina integrale però, non dovrebbe essere miscelata con quella bianca. Allora cerco di approfondire la cosa facendo qualche verifica, leggendo attentamente le caratteristiche e la composizione del pane integrale dove, con grande stupore, apprendo che la farina integrale, non è affatto citata nella lista degli ingredienti! Ma allora quindi; non solo ce lo vendono come integrale ma, ce lo fanno anche pagare caro (mediamente 3,50/4 € al kg). A questo punto, diventa doveroso fornire la vera differenza tra la farina integrale e quella bianca!

LA FARINA INTEGRALE

La farina integrale macinata a pietra (ad esempio: quindi senza procedimenti industriali) non viene privata (in seguito al surriscaldamento indotto dalla lavorazione) di alcuni elementi nutritivi e contiene tutte le parti del chicco (comprese le fibre). Di conseguenza, Il pane integrale ha un indice glicemico più basso del pane bianco ed il suo transito intestinale risulta notevolmente più veloce e fluido.

LA FARINA BIANCA

La farina bianca (la 00 è la più diffusa) è quella farina raffinata (quindi con un processo industriale alle spalle), ottenuta solo dalla parte interna del chicco di grano a cui può essere aggiunta una parte di crusca devitalizzata ed ottenuta da un residuo della lavorazione di raffinazione.

La scarsa rigidità di regole e disposizioni in materia, permette alle Aziende di propinarci una cosa, camuffandola come tutt’altra!

Negozi e centri commerciali spesso inaccessibili ai disabili

Nonostante l’enorme evoluzione tecnologica e le evanzatissime metodologie di arredo

Dei negozi e dei centri commerciali, è davvero di difficile comprensione e constatare quotidianamente, nonostante vi siano apposite leggi ed appositi regolamenti specifici, come le nostre città, siano lontani anni luce dall’essere pienamente accessibili e fruibili per i disabili. E’ davvero inconcepibile recarsi in un bar della capitale ad esempio e, al momento di chiedere l’uso dei bagni, sentirsi rispondere: il bagno purtroppo, si trova al piano seminterrato, in fondo ad una rampa di scale abbastanza alte e strette e come può capire, non è accessibile ai disabili!

negozi non accessibili
Negozi e centri commerciali inaccessibili ai disabili

Risulta altresì triste e deprimente, constatare che nel voler fare la spesa nella propria città, ci si rende conto che, muoversi in un negozio è praticamente un zigzagare continuo e stremante. I corridoi tra uno scaffale e l’altro, sono stretti e quasi sempre occupati da imballi vari (i dipendenti scartano gli imballaggi degli articoli, durante la normale apertura ed occupano le corsie anche per parcheggiare gli scatoloni) e di bancali con colonne di cartoni pieni dei prodotti da approvvigionare. Ostacoli (canfezioni, plastiche e cartoni) che impediscono di poter percorrere la piattaforma di vendita nella ricerca degli articoli che si desidera comprare. Per non parlare poi dei periodi festivi, quando è praticamente impossibile muoversi all’interno del negozio per la presenza di colonne alte 2 metri di panettoni, pandori, dolci, uova di pasqua ed altri prodotti caratteristici delle ricorrenze, disseminate su tutta la superficie calpestabile che, impediscono persino il passaggio di una persona con una stampella: figuriamoci con una carrozzina! Nonostante sia stata fatta una apposita legge (n. 13 dell’89, Decreto Ministeriale n. 236/’89) per tutelare e garantire la accessibilità di locali aperti al pubblico; bagni a parte, poco o niente è stato fatto!

Ecco quanto rilevato in alcuni negozi del reatino:

CONFORAMA (Cittaducale)

Nonostante l’ampio spazio tra i vari espositori; è necessario percorrere tutta la grande superficie di vendita del centro commerciale, sfiancando anche il più virtuoso dei disabili.
PARCHEGGI PER DISABILI ANNESSI: Buona parte, sopratutto quelli posti in prossimità dell’ingresso, sono perennemente occupati da autovetture prive di apposito contrassegno.

COOP Rieti (Villa Reatina: “i cubi”)

Lo spazio tra una scaffalistica e l’altra, risulta appena sufficiente per il transito di un carrello solo ed una persona su di un lato. La superficie è quasi sempre occupata da ostacoli ed intralci vari: cartoni, plastici e confezioni da sistemare.
PACHEGGI PER DISABILI ANNESSI: IN SUPERFICIE: costantemente occupati dagli avventori del bar posto all’ingresso del centro o da opportunisti che entrano per recarsi nella farmacia all’interno del centro commerciale. SOTTERRANEI: correttamente utilizzati (anche se spesso occupati in modo selvaggio: auto parcheggiate trasversalmente).

LA GALLERIA (Rieti)

Spazio tra una scaffalistica e l’altra perennemente occupata da ostacoli ed intralci vari: cartoni, confezioni da sistemare, espositori promozionali.
PARCHEGGI PER DISABILI ANNESSI: L’unico (1 solo posto auto per davvero) parcheggio disponibile non può assolutamente rispondere all’esigenza di una moltitudine di clienti!