Grazie a tutti voi

Grazie ad AISM per tutto quello che sta facendo

A distanza di più 11 mesi da quando è stato pubblicato questo articolo (luglio 2018), ritengo giusto e doveroso evidenziare la grande DEDIZIONE, PASSIONE ed impegno INCONDIZIONATO che l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla sta sostenendo ininterrottamente da più di 1 anno nella DIFESA dei miei diritti da DISABILE e nell’epico confronto con le Amministrazioni Locali che, affrontano le avversità di sopravvivenza e le necessità di cura e di supporto di un malato di Sclerosi Multipla con una leggerezza ed una disinvoltura che mina anche la forza d’animo più tenace, dando l’impressione di limitarsi ad osservare ciò che accade al malato già annientato dalla malattia, come se ci si trovasse davanti ad una vetrina espositiva tramite il quale ci si può rivolgere ai suoi contenuti interni con un semplice citofono esterno. Sempre più spesso infatti, sembra non si rendano affatto conto di quali sofferenze fisiche, e di quali sofferenze interiori possa generare la totale perdita delle funzionalità del proprio corpo, aggredito da una patologia tanto invalidante quanto subdola e mortificante.

Manager Aism
Manager AISM Lazio Umbria e Toscana

Sento la necessità di dover ringraziare anche tutti coloro che mi hanno manifestato la loro vicinanza, la loro comprensione e la loro partecipazione nella triste storia che mi vede protagonista ormai da qualche anno, della controversa ed incomprensibile situazione  di EMERGENZA ABITATIVA derivante dalla INABITABILITA‘ ed ANTIGIENICITA’ dell’alloggio ove risiedo in locazione da più di due decenni ma della quale, già a FEBBRAIO 2018 è stato disposto lo sgombero su intimazione della ASL di Rieti per la mancanza dei necessari requisiti igienico-sanitari contingibili e urgenti. Il tutto, anche in relazione alla mia disabilità cagionata da una grave malattia neurodegenerativa che ogni giorno sottrae al mio orgnanismo risorse e vitalità; non mi permette più di vivere dignitosamente la mia quotidianità, scandita per buona parte da terapie farmacologiche e sedute di fisioterapia neurocognitiva.

Un grazie dal profondo del cuore
Grazie di cuore

Desidero ringraziare quindi, tutte le centinaia di persone (anche dall’estero) che mi hanno:

  • mandato un messaggio whatsapp
  • inoltrato una email
  • mandato un messaggio in chat
  • fatto una telefonata
  • inviato un form dal mio blog
  • fermato nelle strutture pubbliche (ASL, INPS, ospedale)

E che mi hanno dato tutta la loro disponibilità nel poter concorrere in qualsiasi modo ad alleviare la mia sofferenza, incoraggiandomi a continuare a lottare contro un evidente e palese sistema sociale, insensibile e del tutto inefficace nell’adoperarsi per porre in atto anche solo le più blande e basilari misure di tutela e protezione delle persone più deboli, svantaggiate ed indifese; rilegandoli di fatto, ai margini della società e della non considerazione della loro condizione di sofferenza non solo fisica ma anche psicologica e che, inevitabilmente, lede anche la propria condizione di dignità dell’essere umano.

Eppure si annunciano continuamente proclami e promesse nei confronti dei disabili; puntualmente quasi sempre disattese!

Povertà e mercificazione

Aumenta la povertà ma aumenta anche il concetto di mercificazione

In questa nostra povera e triste società attuale, emergono sempre più perplessità e disparità su come vengono gestiti i meccanismi che regolano la distribuzione degli aiuti (gli ormai noti pacchi Caritas) alimentari alle tantissime famiglie indigenti. Nel sito internet della Caritas Ambrosiana di Milano ed in quello della Caritas di Roma, ho letto che il pacco alimentare viene distribuito con cadenza quindicinale e che al suo interno ci sono cibi di prima necessità per un valore di circa 30 euro (tra riso, caffè, pasta, legumi, formaggio, olio ed altri prodotti forniti dai supermercati locali) a persona. In altre città italiane (come Cittaducale, nel Reatino) invece, la distribuzione è regolata mensilmente. Sorge spontaneo chiedersi il perchè di questa non indifferente disparità (2 pacchi alimentari al mese, sono in grado di garantire una doppia autonomia rispetto a quello che contiene un solo pacco per ben 30 giorni). Sicuramente si potrà dedurre che le disponibilità delle parrocchie lombarde (sono le varie parrocchie a gestirne la raccolta e la distribuzione), siano molto meglio approviggionate di quella laziali (ad esempio) ma allora, perchè non razionare in modo selettivo ed accurato quanto inserito all’interno dei vari pacchi?

 

  • Se in un pacco alimentare distribuito ad una famiglia di 2 persone adulte, vi sono ben 5 vasetti di omogeneizzati e 5 buste di latte da 1 litro; appare palese che chi seleziona i vari prodotti da inserire all’interno dei pacchi, non tiene conto di chi sia il destinatario effettivo e di come sia composto il nucleo familiare ma, tiene esclusivamente conto del numero dei soli componenti (adulti, neonati, invalidi e bambini, non fa differenza) che compongono il nucleo familiare.
  • Su che base poi, viene stabilito a quale famiglia dare il caffè, il formaggio (di solito grana o reggiano) ed a quale non darli? Si, perchè parlando con alcune famiglie della mia città, emerge proprio il fatto che in alcuni pacchi (per lo stesso periodo mensile) vi siano dei prodotti ed in altri pacchi, questi prodotti siano del tutto assenti!
  • Perchè i legumi ed i formaggi, non vengono conservati correttamente e controllati prima di inscatolarli?
  • Come è possibile distribuire prodotti alimentari scaduti anche da qualche mese ed addirittura con la muffa (come mostrato nelle immagini sotto allegate) in palese evidenza sotto al film protettivo? Probabilmente, le derrate alimentari che vengono stivate nei magazzini di distribuzione, vengono inserite con troppa disinvoltura e superficialità all’interno dei pacchi, senza apportare la giusta attenzione.
Piselli avariati
Piselli ridotti talmente male da sembrare ceci
Formaggio con muffa
Formaggio con evidenti insediamenti di muffa
Formaggio con la muffa
Formaggio con proliferazione di muffa

 

Forse quello che manca è la giusta considerazione del concetto di povertà

Una famiglia povera ed in stato di bisogno, è sicuramente una famiglia alla quale, per un motivo o per un altro, è venuta a mancare anche la dignità di vivere una vita normale. La distribuzione degli aiuti alimentari da parte della Caritas, a mio avviso, non deve essere considerato esclusivamente come un mero atto di carità e di misericordia, ma come un gesto di conforto e di supporto a chi ha già visto trasformarsi il vivere in sopravvivere, ed ha bisogno di ritrovare quel giusto senso dell’esistenza.

Credo che la Caritas, con le numerosissime donazioni che riceve anche con le donazioni dell’8 per mille, non debba assegnare una valenza affarista (come emerge anche dalle dichiarazioni del giornale.it che, afferma che ben il 79% delle accoglienze ai migranti a cura della Chiesa, è però a carico del governo) alle sue molte azioni di aiuto ai poveri ma una sorta di progetto di speranza e di umanità che faccia da tutore per l’individuo e che lo aiuti a ritrovare la sua autostima ed il suo valore di persona.

La dignità, l’umiltà e la sofferenza, impediscono a molte persone di lamentarsi e di reclamare tutto quello che di negativo o di ingiusto traspare!

Cadere in povertà ed essere costretti a chiedere la carità e la assistenza altrui (che sia Caritas, Onlus o altra organizzazione umanitaria) è già di per sè qualcosa di sconvolgente e di devastante per una persona che nella vita, ha sempre sopperito (anche con grandi sacrifici) alle esigenze di sopravvivenza e di gestione del proprio nucleo familiare. Se poi, nonostante tutto, si è anche costretti a segnalare quello che appare come una ingiustizia o una disparità; allora ci si sente ancor più devastati ed annientati, oltre che nell’animo, anche nella propria dignità di essere umano.

Se anche voi avete avuto bisogno di chiedere aiuti alimentari o

vostri amici, conoscenti o familiari, per fare fronte a difficili momenti di quotidianità; raccontatemi la vostra esperienza personale , lasciando un vostro commento ed aiutatemi a capire ancor di più la complessità delle criticità segnalate.