black, black, black

Sono giorni che sentiamo nominare ed enfatizzare continuamente questa  parola abbinandola ai più disparati archi temporali.

  • Black Friday
  • Black Friday 2021
  • Black Week
  • Black Days

Eppure basterebbe dire: sconti (o promozioni) di fine settimana, giorni di promozione o, se proprio vogliamo, potremmo dire semplicemente venerdì nero! Invece, ci si ostina a voler indicare ciò che si fa (anche se l’origine non appartiene affatto al nostro territorio) con termini esterni alla nostra lingua (come ho già avuto modo di dire) ed alla nostra tradizione.

Cosa dire: forse sta scemando anche la nostra lingua!

Crocifisso e Presepe

Ora che siamo quasi alle porte del Santo Natale, come da qualche anno ormai…

Si ripresenteranno puntuali, tutte quelle iniziative rivolte a deviare le nostre culture, le nostre abitudini di vita e la nostra stessa religione

Questo articolo è stato scritto il 22 NOVEMBRE 2018 ma ogni anno è sempre la stessa storia. Addirittura questa volta, in una nota trasmissione televisiva  ho sentito dire che Babbo Natale avrebbe un’atteggiamento quasi da pedofilo! Rimango esterrefatto e senza parole!

Come quelle di:

  • Togliere il crocifisso dalle aule
  • Rimuovere il crocifisso dai Tribunali
  • Non festeggiare questa o quell’altra ricorrenza religiosa
  • Non allestire il presepe nelle aule delle scuole materne/elementari
  • Non portare all’asilo determinati giocattoli e/o oggetti che danneggerebbero la sensibilità altrui
presepe e crocifisso
Presepe e Crocifisso rappresentano la nostra cultura e la nostra storia

E, cosa ancor più grave, è che alcune di queste richieste, provengono proprio da coloro (cosa già successa pochi giorni fa) che, dovrebbero garantire la conservazione e la prosecuzione delle nostre tradizioni e dei nostri costumi: gli educatori e le educatrici dei nostri figli. Forse non hanno ancora realizzato che il risultato finale di queste azioni ipocritamente celate dal raggiungimento di una ipotetica eguaglianza ed integrazione; sarà quello della soppressione (di questo si tratta) del nostro credo, delle nostre tradizioni e, della nostra intera storia cattolica! L’integrazione deve essere intesa come la ricerca e la concretizzazione di un punto di incontro comune che permetta all’uno di vivere nel pieno rispetto dell’altro (naturalmente, partendo dalla naturalizzazione di uno nella società dell’altro) e che predisponga un miglioramento di tutti quei processi di vita che formano la piattaforma di crescita dell’individuo e di tutti i suoi cardini esistenziali. Non come una incondizionata accettazione ed introduzione di usi, costumi e religioni di altri Popoli che, pur costituendo una grande risorsa umana e sociale, non possono e non devono porre in sofferenza e far passare in secondo piano i nostri fulcri di vita come IL CROCIFISSO, IL PRESEPE e tutto ciò che fa parte integrante ed inscindibile della nostra identità socio-culturale. Integrazione significa RISPETTO, EDUCAZIONE, CONDIVISIONE ed INCONTRO di civiltà. Chi viene nel nostro Paese, deve accettare e condividere il nostro Essere ed il nostro Vivere! Se il suo credo non gli consente di condividere la nostra identità religiosa, è necessario predisporre tutti quei comportamenti e processi di tolleranza che sono alla base della crescita e della civilizzazione.

Desidero inoltre riportare la procedura che è stata intrapresa attraverso la Sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 18 marzo 2011 (Ricorso numero 30814/06)

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