Coronavirus e riflessioni

♦ Articolo del 26 FEBBRAIO 2020 modificato il 05 APRILE 2020 ♦

Ci hanno chiesto di non fare inutili allarmismi e di non diffondere il panico ma poi, ci accorgiamo che nel gestire l’emergenza ci sono lacune e  contraddizioni.

In questo momento di grande apprensione e di grande sconvolgimento della quotidianità cagionata dal propagarsi di questa aggressiva epidemia (ora pandemia) del coronavirus, siamo costantemente scossi da questa enorme cassa di risonanza mediatica che continuamente, tutto il giorno e con ogni mezzo, ci ripete di non fare inutili allarmismi ma di usare tutta la ponderazione e la ragione possibile nell’affrontarla. Io però sono preoccupatissimo..

Perchè…

  • Ci dicono che la comune influenza è statisticamente più mortale del coronavirus ma io non ho mai visto i medici che hanno a che fare con l’influenza e che si prendono cura degli influenzati, proteggersi con tute bianche, mascherine e guanti!
  • Ci dicono che non era possibile venire dalla Cina ma poi scopriamo che alcune persone sono arrivate proprio dalla Cina con voli indiretti (per esempio facendo scalo in Germania: servizio delle iene del 25/2/2020)
  • Ci dicono di essere responsabili e lucidi ma poi scopriamo che se si chiama per chiedere di essere sottoposti al tampone (perchè magari si hanno i sintomi apparenti della malattia), ti dicono (alcuni operatori della Farnesina) di andare al pronto soccorso fuori dalla zona rossa (servizio delle iene del 25/2/2020)
  • Ci dicono che le mascherine servono solo a chi manifesta i chiari sintomi della infezione, ma poi oltre a vedere che in Cina tutti ma proprio tutti la indossano, scopriamo che in alcuni luoghi pubblici non ti fanno nemmeno entrare senza!
  • Ci dicono che il coronavirus potrebbe anche essere asintomatico (cosa del resto, anche verificata) ma poi, ci dicono di usare la mascherina solo quando siamo a contatto con persone con apparenti problemi respiratori (tosse, starnuti ed altro)
  • Ci dicono che la malattia è particolarmente contagiosa su pazienti affetti da altre patologie, anziani e con quadro clinico compromesso: ma poi veniamo messi a conoscenza dalla TV anche del contagio di bambini e della morte di persone sotto i 50 anni e con nessuna apparente patologia pre-esistente
  • Ci dicono che il contagio non si trasmette attraverso il contatto con gli oggetti e sulle superifici: ma poi, vediamo ai tg che sanificano le metropolitane, gli autobus, gli aerei e le strade!
  • Tutti noi italiani, fermi a casa ed autorizzati ad uscire solo per le emergenze e le necessità primarie: ma poi, poi leggiamo di continui sbarchi (40 dall’inizio di marzo) sulle nostre coste ma ai quali nessuno fa il tampone (dato che l’incubazione va avanti per alcune settimane) e che quindi potrebbero essere potenziali vettori!
  • <05-04-2020> Ci dicono che i nostri amici a 4 zampe non possono essere vettore di contagio: ma poi, leggiamo sul sito dell’ISS che vi sono 4 casi (e chi ci garantisce che siano davvero solo 4 dato non credo sia stato fatto il tampone a tutti i nostri cani ed i nostri gatti: anche di quelli palesemente positivi) nel mondo, di contagio di covid-19 ad animali domestici (quindi passaggio inverso: da uomo ad animale): 2 cani e 2 gatti. Come non pensare ad una possibile nuova migrazione futura da animale ad uomo? (con conseguente nuova mutazione del virus)

Ad inizio epidemia (ora pandemia) <ma quando già si conosceva la sua elevata contagiosità> ci hanno costantemente ripetuto di non fare allarmismi e di non preoccuparci esageratamente perchè si guariva anche solo con l’uso di antibiotici. Ora però evidenziano che molte persone sono state (e sono tuttora) troppo superficiali (strette di mano, assembramenti, abbracci, baci) e che ignorano le linee guida del governo, esponendo a rischio i soggetti più deboli!

A parte i soliti irrispettosi però, evidentemente, oltre ad essere stata veicolata una informazione incompleta, non completamente realistica e contraddittoria, è stato veicolato (ad inizio epidemia) una sorta di messaggio tranquillizzante e orientato così le persone a non attenzionare la cosa come si sarebbe dovuto fare sin dall’inizio!

NOTA DEL 02/04/2020: Data la superficialità di molte persone (che continuano ad ignorare regole, suggerimenti e comportamenti da mettere in atto per impedire a questo virus di continuare a cagionare sofferenza e morte) vorrei far notare a tutti che il coronavirus non fa accendere una spia luminosa in mezzo alla fronte di tutti i potenziali asintomatici che silenziosamente ed inconsapevolmente sono vettori dell’infezione ma, chiunque e dovunque (se non si rispettano le regole) potrebbe trasmettere il virus e vanificare tutti i sacrifici messi sin quì messi in atto!

In fondo a questo articolo, desidero pubblicare il lik diretto alle FAQ dell’Istituto Superiore di Sanità dove ci sono domande, risposte  ed approfondimenti sul Coronavirus

Attivazione ricariche con servizi indesiderati

Già in passato (21 giugno 2019) mi occupai di questo fastidiosissimo accanimento di quasi tutte le compagnie telefoniche (in questo caso di TIM) sulla volontà del consumatore.

A distanza di mesi dai primi segnali di questa strana iniziativa; dopo le proteste di tutti noi con sumatori e dopo la richiesta della AGCOM orientata ad acquisire tutte le informazioni necessarie per la verifica del rispetto della normativa vigente e, la sua successiva diffida; ancora predomina confusione ed ambiguità sulle ricariche dei tagli più diffusi e riferiti a praticamente quasi tutte le compagnie telefoniche. Proprio ieri (24/01/2020), nell’intento di effettuare una ricarica TIM da 15€ (quindi un taglio nettamente distinto da quelle da 5 e 10€, per non incappare nella sottrazione di 1 euro per la attivazione non voluta del servizio +), ricevo questo messaggio che mi notificava la avvenuta attivazione della ricarica 15+ (non solo mai richiesta ma specificatamente segnalata e non richiesta al Tabaccaio) con la relativa sottrazione di ben 2 euro!

Messaggio TIM
Messaggio di avvenuta ricarica+

Nemmeno finisco di leggere il messaggio che, incavolato nero (credo chiunque lo sia stato), chiamo immediatamente il 119 per ricevere le motivazioni (semmai ve ne fossero state) di questa ennesima attivazione non desiderata anche sul taglio da 15 euro, fino ad ora immune da questo comportamento. Dopo qualche minuto di rimostranze e dopo la gentile risposta dell’operatrice di turno.. ecco apparire miracolosamente le 2 euro impropriamente sottratte!!

Sms di rimborso
Messaggio di rimborso 2 euro

Se ricevete un addebito ingiustificato ed improprio, telefonate subito e richiedete quanto ingiustamente sottrattovi!

Il voto serve davvero?

Leggi i commenti o posta il tuo sull’argomento

Nonostante gli italiani vengano chiamati a votare, sono anni che poi, il loro voto viene completamente ignorato

Il popolo effettua una scelta ma la politica di fatto la capovolge

Anche se non desidero parlare di politica nel mio blog, tuttavia in questa particolare situazione socio-politica attuale, non posso esimermi dal farlo. Alla luce di quanto successo in questi giorni, dopo la caduta del governo giallo-verde (come è stato definito) e dopo l’avvento (anche è ancora in fase di accordo: ma al di la di litigi e smentite, sicuramente si farà) del governo giallo-rosso (come viene definito), al di là di qualsiasi colore e corrente politica; non posso non indignarmi nel constatare l’ennesimo governo privo del consenso popolare. Mi chiedo allora a cosa serva votare in un Paese che si definisce democratico ma che di tale, non manifesta alcuna peculiarità. Nonostante la maggior parte degli italiani abbiano votato ed espresso il loro volere (che secondo la nostra Costituzione dovrebbe essere sovrano); la squadra politica chiamata a governare il Paese, non solo non ha affatto il consenso dei cittadini, ma addirittura è proprio quella che è stata penalizzata e delegittimata dal voto ultimo. Conte infatti, potrebbe essere il sesto presidente del consiglio non eletto dal popolo.

La spiegazione di tutto ciò secondo me, potrebbe essere racchiusa nella semplice relazione tra POLITICA e POTERE e sulla brillante definizione fornita da Bertrand Russel (Filosofo, Matematico ). Russel infatti, sostiene che il potere (e quindi la politica) si può riassumere nella definizione di: realizzare gli effetti desiderati!

La domanda allora, sorge più che spontanea: a cosa serve chiamare gli italiani alle urne (e spendere anche centinaia di milioni di euro tra organizzazione, seggi, incarichi, spettanze e tutta una serie di costi enormi diretti ed indiretti) se poi, la squadra di governo che sarà chiamata a guidare il Paese, nulla ha a che vedere con le indicazioni del popolo!

A chi mi ricorda che questo è quanto prevede la costituzione, vorrei dire che, sì certo, questo e ciò che stabilisce la COSTITUZIONE, non vi è dubbio però che la Costituzione stabilisce  anche molte altre cose che puntualmente non vengono rispettate. Come questi tre articoli;

ART: 1: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo. (vedi tutti gli italiani in condizione di povertà relativa e povertà assoluta e la sovranità che è spesso ostaggio dei poteri forti)
ART. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che.. (vedi i moltissimi disabili ogni giorno si scontrano con enormi ostacoli sia di ordine sociale che economico);
ART. 14: Il domicilio è inviolabile (vedi i moltissimi cittadini che si assentano per un qualche motivo e si ritrovano con la casa occupata, i loro mobili buttati in strada e con l’impossibilità di riprenderne possesso)

Ricordiamoci allora di far rispettare anche questi TRE articoli che sono a mio avviso, il fulcro di tutta la nostra Società Civile

Condivisione dati Whatsapp-Facebook

Cliccate su di un link ricevuto tramite whatsapp? La sua destinazione sarà condivisa anche con Facebook!

Se avete ricevuto un messaggio Whatsapp da un vostro contatto che vi invita a cliccare su di un link per visionare un determinato sito web, annuncio o altra destinazione dove sono contenute informazioni che vi occorrono o che sono di vostro particolare interesse, sappiate che quando visitate la destinazione a cui il link fa riferimento, il link raggiunto sarà trasmesso anche a Facebook che lo utilizzerà per proporvi messaggi pubblicitari mirati ed in linea con i vostri interessi o con le vostre consultazioni.

Eccone un chiaro esempio:

Social e dati condivisi
link da chat Whatsapp condiviso anche su facebook

Ho ricevuto il link di un sito web appartenente ad una nota agenzia immobiliare che proponeva annunci di appartamenti in affitto in una determinata zona. Ho cliccato sul link (speditomi da un mio contatto) e visitato la pagina contenente l’annuncio. Terminata la consultazione e chiuso Whatsapp; dopo qualche ora ho consultato il mio account facebook e come di incanto, ecco la sopresa! Gli stessi annunci appena visualizzati sono comparsi anche in bella vista sulla mia pagina Facebook ed anche in posizione dominante.

Possibile alternativa: copiare il link ed incollarlo nella barra indirizzi del nostro browser!

Chiamate il 40916? Attenti a chi risponde

Basta un operature furbetto per compromettere l’utente e la compagnia telefonica.

Avendo anche un vecchio telefono (GSM) con una vecchia sim TIM del 1993 (con un vecchio numero riservato esclusivamente ai familiari); ogni tanto, telefono al gestore telefonico per tenermi informato sul credito residuo e sulla scadenza della SIM (utilizzata quasi esclusivamente per ricevere). Giorno 25 gennaio, compongo il numero destinato alla verifica del credito residuo (40916) e chiedo all’operatore che mi risponde dall’Albania, di fornirmi gli estremi del traffico e di validità della SIM. L’operatore mi mette in attesa per 2/3 minuti circa, dopodichè mi da le informazioni richieste e mi saluta. Subito dopo mi arriva un sms che mi avvisa che il credito residuo sta per terminare. Ma come? Se un attimo prima, l’operatore che mi ha risposto dall’Albania mi aveva riferito che il mio credito residuo ammontava a 5 euro e 46! Cosa era successo in quei 2/3 minuti nei quali l’operatore mi aveva messo in attesa? Chiamo allora il 119 (assistenza clienti TIM) e spiego all’operatore (che questa volta mi risponde dall’Italia) il contesto della mia lamentela e gli spiego che solo l’operatore precedente poteva avere attivato (data la tempistica nell’ordine di 2/3 minuti) qualcosa senza alcuna richiesta ed in modo del tutto fraudolento. Cosa mi riferisce? Che era stato attivato un servizio di 3 euro mensili! Non immaginate la mia rabbia nell’apprendere il comportamento scorretto e lesivo di quell’operatore estero!

sms di notifica
SMS di notifica credito residuo e servizio disattivato

Esprimo allora, il forte desiderio di denunciare ufficialmente l’accaduto al gestore telefonico (TIM) e chiedo la disattivazione immediata del servizio attivato senza alcuna richiesta ed il reintegro dei 3 euro serviti allo scopo! L’operatore italiano, prende atto della mia dettagliatissima spiegazione e dell’altrettanto lampante deduzione e disattiva immediatamente il servizio e mi restituisce i 3 euro!

Ora mi chiedo: e se non avessi ricevuto il messaggio di notifica del credito residuo in esaurimento? Probabilmente mi avrebbe fregato altri 3 euro il mese successivo e così via sino a quando non me ne fossi accorto!

Discriminazione e diritti diseguali

Parità ed equità di diritti e tolleranza; ecco cosa chiedono quasi tutte le persone

Il continuo arrivo di migranti (provenienti dalla Somalia, dall’Eritrea, dall’Afghanistan, dall’Iraq e dalla Siria) sulle nostre coste, genera continue frizioni e situazioni di conflittualità che, data la assoluta mancanza di infrastrutture e di strumenti idonei alla gestione (sanitaria, umanitaria, economica e sociale) di una mole così grande di uomini donne e bambini spesso, in condizioni critiche, si ripercuotono su tutto il nostro tessuto sociale.

Integrazione e condivisione
Rispetto, parità ed equità di diritti e trattamenti

Essi vengono distinti (forse è meglio dire: dovrebbero essere distinti) in rifugiati politici ed in fuga da paesi in guerra o da regimi. In una Italia che ancora fatica enormemente per riprendersi dalla grave crisi economica degli ultimi anni, e stretta sempre di più dalla marcata e sostanziale iniquità sociale; stride non poco, con la grande mole di mezzi, uomini e risorse messe in campo per contrastare l’immigrazione e con le migliaia di famiglie italiane che quotidianamente si vedono sottrarre potere d’acquisto e servizi indispensabili alla prosecuzione di una vita dignitosa. Ora, già molti di voi che state leggendo quest’articolo, staranno pensanso all’ennesimo pensiero razzista ed intollerante; no, il significato della parola razzismo non ha alcun nesso con l’intero contesto e non è affatto mia intenzione tirare in ballo razze, etnie, colori e differenziazioni genetiche ma, esclusivamente mettere l’accento sulle troppe differenziazioni di trattamento e di considerazione che vengono interposte tra le azioni e le risoluzioni messe in campo e, in molte occasioni, oserei dire anche ostentate. Eccone alcuni esempi

 

  • I diritti degli italiani devono essere uguali a quelli dei migranti. Ad esempio, non si può difendere un migrante che commette uno stupro, dicendo che non sapeva che nel nostro Paese, questo comportamento fosse un reato grave ed odioso;
  • Molti migranti non vogliono esser identificati e scegliere dove vogliono essere trasferiti. ALLORA, qualcuno dovrebbe chiedere anche agli italiani in quale carcere vorrebbero essere detenuti o in quale sede lavorativa non vorrebbero recarsi in caso di trasferimento della loro sede operativa;
  • Un migrante può commettere un reato in italia perchè non lo sa: PER GLI ITALIANI però, vale la regola: la legge non ammette ignoranza;
  • Per lo stesso reato ed a parità di aggravanti, devono essere previste le stesse pene detentive sia per i migranti che per gli italiani;
  • Per i tanti migranti che non pagano alcun biglietto sul treno ed a cui non viene elevata una relativa sanzione; altrettanto deve essere concesso ai molti italiani disoccupati;
  • l’indignazione per la stessa colpa e motivata dalle stesse ragioni deve essere identica e non ammorbidita da scusanti etniche

Nessuno, me compreso, vuole ignorare o sminuire le molteplici ed in alcuni casi, disumane sofferenze che si celano dietro al fenomeno dell’immigrazione umanitaria ma, tutto questo, non può e non deve essere imposto al popolo, con regole e disposizioni che determinano di volta in volta, disequità di trattamento e disparità di applicazione della legge

La legge deve essere uguale per tutti e non ammettere ignoranza in nessun caso!

Il domicilio è inviolabile. Ma solo sulla Costituzione

Case violate, occupate e devastate

Non passa giorno che non giunga notizia di una casa lasciata incustodita per brevissimi periodi per:

  • assenza del fine settimana
  • un ricovero improvviso
  • visita parenti
  • una breve vacanza
  • un impegno imprevisto fuori sede
case occupate abusivamente
Case violate, devastate ed occupate

Che, al proprio ritorno, non venga ritrovata violata ed occupata (la porta d’ingresso viene scardinata, la serratura viene cambiata e, molte volte, i propri oggetti vengono letteralmente buttati). Tutto questo, con l’aggravante di vedere gli artefici della violenza, ben accomodati nelle nostre cose.

Nonostante l’articolo 14 della nostra Costituzione affermi che il proprio domicilio è inviolabile e non vi si possono eseguire ispezioni, perquisizioni o sequestri, se non nei casi e nei modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.

La legge però, sembra non avere strumenti per combattere questo fenomeno spregevole che sottrae la cosa più importante per una Persona ed una Famiglia: la casa. Il luogo dove sono custoditi i propri beni personali e dove sono ipotecati la maggior parte dei sacrifici di tutta una vita.
Allora come mai succede questo, e, nonostante le denunce, gli scandali e le proteste di chi subisce questo grande torto non succede nulla (di tangibile) e nessuno fa niente o quasi?

Forse si aspetta che, l’occupante di turno, butti dalla finestra (per errore: scambiandolo magari per un bambolotto) un neonato che aspetta la mamma uscita a comprare il latte per la poppata successiva?

L’inglese stravolge l’italiano

Quasi tutte le pubblicità e gli slogan parlano inglese

Nella lingua Italiana correntemente parlata, ormai non si contano più i molti, moltissimi termini in lingua inglese che, vengono incastonati tra una parola ed un’altra; tra una espressione ed un’altra; ed a volte, componendo una frase intera senza nemmeno un solo termine in italiano.

Termini anglosassoni
Invasione della lingua inglese nelle nostre frasi

Tutto questo ha letteralmente stravolto la scorrevolezza ed ha corrotto (a mio avviso) la sua integrità, rendendola in alcuni casi, di difficile interpretazione, ed escludendone dalla corretta comprensione, tutte quelle categorie di persone (gli anziani e tutte le persone con un bagaglio culturale limitato o con un livello di istruzione non proprio elevato: basti pensare a tutti coloro che vivono ai margini della società) che già non hanno dimestichezza con il corretto (che non è così facile come si crede) uso della lingua Italiana.

Certo, ad una prima e del tutto superficiale analisi, sembrerebbe che, miscelando la nostra lingua con quella inglese, il messaggio lanciato, raggiunga un’ampia e più articolata platea europea e multietnica. In realtà, si instaura una sorta di disgregazione delle tradizioni e dei valori culturali (la lingua di un popolo fa parte della sua storia e della sua cultura: non dimentichiamolo) Ecco, ad esempio, alcuni dei termini inglesi maggiormente utilizzati e come sarebbe scorrevole e lineare la loro corretta pronuncia in italiano:

 

  1. All inclusive (tutto incluso)
  2. Cake (Torta)
  3. Customer care (Assistenza al cliente)
  4. Meeting (Riunione di lavoro)
  5. Brand (Marchio)
  6. Cool (Di tendenza, togo)
  7. Backstage (Dietro le quinte)
  8. Fan (Appassionato, fedelissimo)
  9. Party (Festa)
  10. Class action (Azione legale di gruppo)
  11. Target (Bersaglio)
  12. Unlimited (Senza limiti)
  13. Today (Oggi)
  14. Everiday (Tutti i giorni)
  15. Forever (Per sempre)

Ma allora, perchè ci si ostina a non farlo?

Beh; innanzitutto perchè sembra che utilizzare i termini in inglese (intitolare un libro, un film, un’opera o un’impresa ardua e rivoluzionaria), renda il concetto o l’idea che c’è dietro, immediatamente assimilabile per il mercato Statunitense e per quello Anglosassone (ad esempio: La Silicon Valley e Londra)che, rappresentano le sedi delle maggiori Aziende internazionali) e poi, perchè sembra che nell’immaginario comune, una frase in inglese sia più di effetto e ridondante!

Non credete anche voi che così facendo, si possa danneggiare la nostra cultura e la nostra storia?

Povertà e mercificazione

Aumenta la povertà ma aumenta anche il concetto di mercificazione

In questa nostra povera e triste società attuale, emergono sempre più perplessità e disparità su come vengono gestiti i meccanismi che regolano la distribuzione degli aiuti (gli ormai noti pacchi Caritas) alimentari alle tantissime famiglie indigenti. Nel sito internet della Caritas Ambrosiana di Milano ed in quello della Caritas di Roma, ho letto che il pacco alimentare viene distribuito con cadenza quindicinale e che al suo interno ci sono cibi di prima necessità per un valore di circa 30 euro (tra riso, caffè, pasta, legumi, formaggio, olio ed altri prodotti forniti dai supermercati locali) a persona. In altre città italiane (come Cittaducale, nel Reatino) invece, la distribuzione è regolata mensilmente. Sorge spontaneo chiedersi il perchè di questa non indifferente disparità (2 pacchi alimentari al mese, sono in grado di garantire una doppia autonomia rispetto a quello che contiene un solo pacco per ben 30 giorni). Sicuramente si potrà dedurre che le disponibilità delle parrocchie lombarde (sono le varie parrocchie a gestirne la raccolta e la distribuzione), siano molto meglio approviggionate di quella laziali (ad esempio) ma allora, perchè non razionare in modo selettivo ed accurato quanto inserito all’interno dei vari pacchi?

 

  • Se in un pacco alimentare distribuito ad una famiglia di 2 persone adulte, vi sono ben 5 vasetti di omogeneizzati e 5 buste di latte da 1 litro; appare palese che chi seleziona i vari prodotti da inserire all’interno dei pacchi, non tiene conto di chi sia il destinatario effettivo e di come sia composto il nucleo familiare ma, tiene esclusivamente conto del numero dei soli componenti (adulti, neonati, invalidi e bambini, non fa differenza) che compongono il nucleo familiare.
  • Su che base poi, viene stabilito a quale famiglia dare il caffè, il formaggio (di solito grana o reggiano) ed a quale non darli? Si, perchè parlando con alcune famiglie della mia città, emerge proprio il fatto che in alcuni pacchi (per lo stesso periodo mensile) vi siano dei prodotti ed in altri pacchi, questi prodotti siano del tutto assenti!
  • Perchè i legumi ed i formaggi, non vengono conservati correttamente e controllati prima di inscatolarli?
  • Come è possibile distribuire prodotti alimentari scaduti anche da qualche mese ed addirittura con la muffa (come mostrato nelle immagini sotto allegate) in palese evidenza sotto al film protettivo? Probabilmente, le derrate alimentari che vengono stivate nei magazzini di distribuzione, vengono inserite con troppa disinvoltura e superficialità all’interno dei pacchi, senza apportare la giusta attenzione.
Piselli avariati
Piselli ridotti talmente male da sembrare ceci
Formaggio con muffa
Formaggio con evidenti insediamenti di muffa
Formaggio con la muffa
Formaggio con proliferazione di muffa

 

Forse quello che manca è la giusta considerazione del concetto di povertà

Una famiglia povera ed in stato di bisogno, è sicuramente una famiglia alla quale, per un motivo o per un altro, è venuta a mancare anche la dignità di vivere una vita normale. La distribuzione degli aiuti alimentari da parte della Caritas, a mio avviso, non deve essere considerato esclusivamente come un mero atto di carità e di misericordia, ma come un gesto di conforto e di supporto a chi ha già visto trasformarsi il vivere in sopravvivere, ed ha bisogno di ritrovare quel giusto senso dell’esistenza.

Credo che la Caritas, con le numerosissime donazioni che riceve anche con le donazioni dell’8 per mille, non debba assegnare una valenza affarista (come emerge anche dalle dichiarazioni del giornale.it che, afferma che ben il 79% delle accoglienze ai migranti a cura della Chiesa, è però a carico del governo) alle sue molte azioni di aiuto ai poveri ma una sorta di progetto di speranza e di umanità che faccia da tutore per l’individuo e che lo aiuti a ritrovare la sua autostima ed il suo valore di persona.

La dignità, l’umiltà e la sofferenza, impediscono a molte persone di lamentarsi e di reclamare tutto quello che di negativo o di ingiusto traspare!

Cadere in povertà ed essere costretti a chiedere la carità e la assistenza altrui (che sia Caritas, Onlus o altra organizzazione umanitaria) è già di per sè qualcosa di sconvolgente e di devastante per una persona che nella vita, ha sempre sopperito (anche con grandi sacrifici) alle esigenze di sopravvivenza e di gestione del proprio nucleo familiare. Se poi, nonostante tutto, si è anche costretti a segnalare quello che appare come una ingiustizia o una disparità; allora ci si sente ancor più devastati ed annientati, oltre che nell’animo, anche nella propria dignità di essere umano.

Se anche voi avete avuto bisogno di chiedere aiuti alimentari o

vostri amici, conoscenti o familiari, per fare fronte a difficili momenti di quotidianità; raccontatemi la vostra esperienza personale , lasciando un vostro commento ed aiutatemi a capire ancor di più la complessità delle criticità segnalate.

La percezione della non considerazione

La non considerazione fa sentire le persone completamente ignorate

Segnalazione disservizi
Segnalazione di cose che non funzionano o funzionano male

Quante volte si dice di voler realizzare una Pubblica Amministrazione vicina ai cittadini ed attenta alle loro esigenze ed alle loro segnalazioni di disservizi o criticità del territorio? Poi però, quando il cittadino (ancor più se disabile) ci si rivolge per segnalare qualcosa che non funziona o che funziona male, non viene assolutamente considerato e, in molti casi, viene addirittura ignorato. Più di un mese fa infatti, in occasione di una visita medica presso la ASL di Rieti e, ritrovandomi nella medesima condizione di sempre, cioè di assoluta mancanza di parcheggi per portatori di handicap (nonostante ce ne siano ben una quindicina) in quanto, tutti quelli posizionati nella corsia opposta alla ASL (quelli più vicini alla rampa di accesso) sono perennemente occupati da vetture prive di contrassegno e/o addirittura da mezzi per la consegna di merci (carico e scarico). A nulla è servita la mia chiamata fatta alla Polizia Municipale di Rieti dove segnalavo accuratamente la situazione riscontrata (tra l’altro, fermo in un angolo della strada) e chiedevo un possibile intervento. Dopo 40 minuti di attesa sono stato costretto a parcheggiare la mia autovettura nel primo parcheggio disponibile dove ho atteso sino a quando si è liberato un posto tra quelli all’ingresso della struttura.
La mia impressione:

– La mia telefonata non è stata realmente considerata e non gli è stato dato alcun peso;
– Nemmeno la mia successiva email è stata minimamente considerata

Segnalazione inviata a mezzo email
Email di segnalazione e di protesta inviata alla Polizia Municipale

E vi spiego anche il perchè di queste impressioni del tutto negative.

  • Pur volendo credere che le auto in servizio erano tutte occupate in altri luoghi ed intente e tutelare altre situazioni che richiedevano attenzione, nessuno mi ha eventualmente richiamato per avvisarmi che nonostante la buona volontà, non era stato possibile mandare qualcuno a ripristinare quella determinata situazione, a dir poco: ANOMALA
  • Cosa costava rispondere alla email successiva, dicendo: ci scusiamo per il disagio ma non è stato possibile fornirle alcun supporto a quanto segnalato!

In questo modo, la Pubblica Amministrazione appare lontana anni luce dal dialogo e dal confronto con i cittadini e con la realtà che li circonda e, lascia pensare che tutte le belle frasi, siano una mera espressione politica o ancor peggio da campagna elettorale!