Locatori furbetti

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Come evitare di pagare le tasse su case parzialmente affittate in nero ma abitate anche dai loro proprietari

In questo paese si sa! Fatta la legge, trovato l’inganno!
Questa tipologia di truffa non è affatto nuova ma, in questi ultimi anni sembra davvero spopolare in tutto il paese. Quella di evadere le tasse (a scapito di chi suda davvero 7 camicie) è sempre in vetta a tutte le tipologie di truffe messe in atto da sempre. Questa però coinvolge anche utenti ingenui (anche se, il più delle volte e per forza di cose, sono consapevoli) ed utenti conniventi che per l’impossibilità di non poter scegliere o per il sopraggiungere di gravi necessità abitative (con sfratto esecutivo in atto o che hanno perso in qualche modo la loro casa), si trovano costretti a condividere soluzioni quanto meno ambigue.

Servizi intestati ai locatori
Locatori che affittano mantenendo tutti i servizi a loro nome

Molti proprietari di case strutturate su più piani, suddivise in alloggi multipli o comunque serviti dai medesimi servizi elettrici, idrici e del gas; affittano i piani superiori/inferiori/adiacenti, includendo nel canone concordato, anche tutti i servizi (calcolando un importo forfettario mensile) che rimangono quindi intestati a loro nome. Per il fisco infatti, le case sono abitate dai loro legittimi proprietari (ancor più se gli inquilini non richiedono nemmeno la residenza: perchè magari, residenti presso i genitori, nello stesso quartiere) e quindi non vi è alcun contratto di affitto, alcun obbligo di registrazione ed alcuna tassa di questo tipo a loro carico.

Ancor più grave è che, per molti di questi proprietari, le case risultano addirittura seconde case ed anche se loro abitano da qualche altra parte, percepiscono affitti in nero con la quale, oltre a recuperare le spese per la loro prima casa ed a finanziare ciò che i più non possono concepire, rendono l’inquilino complice dei loro loschi raggiri!

A pochi giorni dalla pubblicazione di questo mio articolo, anche today (noto giornale online) evidenzia come questo fenomeno (riferendosi specificatamente a case di vacanza) si sia allargato a macchia d’olio, coinvolgendo molte regioni italiane e cagionando un danno notevole per il nostro intero motore economico.

Separazioni artefatte

Ci si separa solo sulla carta e solo per godere di tutta una serie di agevolazioni economiche

Il fenomeno delle finte separazioni appare sempre più esteso e ramificato in tutto il territorio nazionale. Sono sempre più numerose le coppie che, previa una apposita strategia studiata a tavolino  e pianificata nei minimi dettagli, si avvalgono di un legale (che naturalmente, li crede in buona fede) per redigere una finta separazione, esclusivamente con lo scopo di ottenere tutta una serie di benefici ed agevolazioni che, oltre a danneggiare tutte le famiglie che faticano per arrivare a fine mese ed in molti casi, patiscono anche la fame pur di soddisfare le necessità dei propri figli; sottrae risorse e supporto a chi veramente ne ha bisogno; proprio come accade per i falsi invalidi. Forti di un documento legale che attesta una separazione (anche con residenze fittizie) in atto tra i coniugi, con la conseguente responsabilità che ricade ad uno dei due genitori, relativamente all’affidamento dei figli e della casa familiare; si attivano per dichiarare tempestivamente lo status di separati al Comune di Residenza e beneficiare quindi di tutte le agevolazioni previste in questi casi dalla legge, come:

Separati virtualmente ma uniti a prendere
Cuori infranti ma… solo sulla carta!
  • Tasse Comunali ridotte per seconde case che vengono fatte apparire come prime (perchè intestate all’altro coniuge)
  • Risparmiare sulle rette degli asili nido
  • Accedere alle graduatorie per ottenere alloggi popolari
  • Ottenere i contributi economici, buoni pasto destinati a disoccupati e disagiati.
  • Traslare gli assegni dei figli al coniuge con la condizione più vantaggiosa
  • Fare risultare automobili e beni intestati a coniugi separati e non conteggiandoli così nello stesso reddito familiare
  • Non pagare o pagare una quota ridotta della tassa sui rifiuti

Eppure, per sradicare questo nuovo e codardo modo di lucrare

Basterebbe semplicemente incrociare tutti i dati riguardanti il nucleo familiare ed il loro tenore di vita per rendersi conto di una serie dia nomalie: prima tra tutte; quella di continuare ad abitare nella stessa casa, dormire nello stesso letto e vivere la stessa vita di sempre (molto più agiata però)

Se anche nella tua città, hai notato lo stesso fenomeno, racconta la tua esperienza!

Ad arginare questa tipologia di truffa è intervenuta la Cassazione con la recente sentenza N. 32504/2018 che ha stabilito che questo comportamento si identifica nel REATO di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (occultamento dei beni).