Richiesta anticipata fattura ENEL

Avete richiesto telefonicamente la fattura anticipata ENEL per le zone del sisma centro Italia e siete in attesa di riceverne conferma?

Se avete richiesto telefonicamente ai numeri verdi: 800900800 (vecchi clienti ENEL) o 800900860 (clienti enel energia) o 199505055 (per le chiamate da rete mobile), l’invio della fattura ENEL, anzichè attendere il completamento del periodo di interruzione che scadrà nel 2020; allora, avrete sicuramente ricevuto il modulo (se non lo avete ancora ricevuto, potete scaricarlo da quì: link ufficiale Enel) da firmare e trasmettere ad ENEL per poter procedere alla vostra richiesta.

Eccone allora una copia (la mia) con i pochi e semplici campi da compilare, che sono:

modulo di richiesta
Modulo di richiesta della fatturazione anticipata
  • Nome e cognome dell’intestatario della fornitura o eventuale legale rappresentante;
  • Codice fiscale;
  • Codice pod (Se non sapete dove trovarlo, ecco dove si trova);
  • Ubicazione della fornitura;
  • Voci da barrare (scelta della rata unica o della rateizzazione dell’importo);
  • Lettura del contatore;
  • Luogo, data e firma

E’ possibile trasmettere il modulo via web, per email, a mezzo fax o posta tradizionale.

Io suggerisco una delle 2 prime metodologie: via web (tramite il sito enel.it, alla voce INVIO DOCUMENTI) o tramite email

Ed ecco come si presenta la FATTURA CUMULATIVA:


Il periodo di FATTURAZIONE va da NOVEMBRE 2016 ad APRILE 2019 (momento in cui è stata fatta la richiesta)

fattura post sisma enel
Fattura cumulativa Enel periodo post sisma centro Italia

Finto pane integrale a tavola

Il pane integrale che compriamo, di integrale ha davvero poco!

Dovendo modificare le proprie abitudini alimentari, sostituendo il pane bianco con quello INTEGRALE, sono stato costretto a constatare che il pane integrale che giunge nelle nostre tavole ha davvero poco di integrale! I primi acquisti, oltre naturalmente, all’introduzione del nuovo gusto, non mi hanno palesato altre differenze sostanziali. Man mano però che incomincio a comprare questo nuovo alimento con costanza e continuità, mi rendo subito conto che ci sono delle evidenti differenze.

Pane con farina integrale
Pane integrale con aggiunta di cereali

Mi accorgo infatti, che ogni forno/supermercato/negozio, fornisce un pane integrale (quello delle foto è un ottimo pane integrale con l’aggiunta dei cereali, prodotto da un forno artigianale di un borgo dell’alto Lazio) con colori e caratteristiche molto diverse e variegate tra loro. Trascorsa qualche settimana, ed mettendo a confronto alcuni tozzi di pane rimasti, verifico che il pane, passa da una colorazione decisamente SCURA ad una tonalità quasi identica a quella del pane bianco ed anche la compattezza varia di molto.

Fetta di pane con farina integrale e cereali
Fetta di pane integrale con cereali

Mi armo di pazienza e perseveranza ed incomincio a fare domande ai banchi del pane dei vari supermercati dove mi reco a fare spesa e presso alcuni fornai della zona. La risposta che mi viene data è quasi sempre correlata alla percentuale di farina bianca e crusca che viene inserita all’interno dell’impasto. La farina integrale però, non dovrebbe essere miscelata con quella bianca. Allora cerco di approfondire la cosa facendo qualche verifica, leggendo attentamente le caratteristiche e la composizione del pane integrale dove, con grande stupore, apprendo che la farina integrale, non è affatto citata nella lista degli ingredienti! Ma allora quindi; non solo ce lo vendono come integrale ma, ce lo fanno anche pagare caro (mediamente 3,50/4 € al kg). A questo punto, diventa doveroso fornire la vera differenza tra la farina integrale e quella bianca!

LA FARINA INTEGRALE

La farina integrale macinata a pietra (ad esempio: quindi senza procedimenti industriali) non viene privata (in seguito al surriscaldamento indotto dalla lavorazione) di alcuni elementi nutritivi e contiene tutte le parti del chicco (comprese le fibre). Di conseguenza, Il pane integrale ha un indice glicemico più basso del pane bianco ed il suo transito intestinale risulta notevolmente più veloce e fluido.

LA FARINA BIANCA

La farina bianca (la 00 è la più diffusa) è quella farina raffinata (quindi con un processo industriale alle spalle), ottenuta solo dalla parte interna del chicco di grano a cui può essere aggiunta una parte di crusca devitalizzata ed ottenuta da un residuo della lavorazione di raffinazione.

La scarsa rigidità di regole e disposizioni in materia, permette alle Aziende di propinarci una cosa, camuffandola come tutt’altra!

Smartphone ed utilizzo a scuola

Si usano davvero a scopo didattico?

Come viene usato lo smartphone a scuola
Uso (non didattico) dello smartphone a scuola

La Ministra Fedeli, ribaltando la normativa del 15 marzo 2007 del Ministro G. Fioroni, ha autorizzato l’uso degli smartphone a scuola per un utilizzo didattico, (geolocalizzazione, uso delle piattaforme social per approfondimenti didattici, app per le visite ai musei, per gite e le lezioni, per registrare le lezioni per poi approfondirle a casa) lasciando ad ogni istituto scolastico la facoltà di scegliere in autonomia. Lo scopo della norma era quella di incentivare e promuovere nuovi metodi di apprendimento che valorizzassero iniziative e responsabilità degli studenti (educare alla cittadinanza digitale, educare alla partecipazione responsabile ed all’uso critico delle tecnologie). Dichiarando che bisogna sostenere un approccio consapevole al digitale nonchè la capacità d’uso critico delle fonti di informazione, anche in vista di un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Mentre in altri paesi (come ad esempio la Francia) è vietato l’uso degli smartphone sia nelle scuole elementari che nelle medie, perchè considerato una fonte di distrazione dalle lezioni tenute dai docenti; in Italia, lo si approva cercando di canalizzare un uso selettivo e responsabile che non trova però sostegno tangibile da parte degli studenti che invece utilizzano gli smartphone per registrare ed immortalare scene di esibizione personale ed atti di bullsimo.

La cronaca recente invece ci mostra il lato oscuro dello smartphone e di come i ragazzi ancora non siano pronti ad attuare una linea comportamentale rispettosa delle regole, dei ruoli ricoperti e del reciproco rispetto. A lucca infatti, mentre un professore veniva minacciato ed umiliato da uno dei bulli della classe, un altro ragazzo riprendeva tutto ed il video veniva presto pubblicato su facebook, scatenando l’indignazione collettiva per il grande affronto subito dal docente e per la sfrontatezza e la volgarità con cui lo studente ha affrontato l’insegnante, chiedendogli addirittura di mettersi in ginocchio.

Le tre tipologie di verità

Ogni evento pubblico; ogni esposizione di fatti, verità e circostanze che hanno generato una determinata situazione di criticità sociale, è quasi sempre contaminato da qualcuno che cerca di plasmare la realtà secondo le proprie necessità, alterandone la verità contestuale

i tre tipi di verità
Le tre tipologie di verità

con l’obbiettivo di sminuire o di annullarne gli effetti originari. Purtroppo, tutto questo porta ad una strumentalizzazione che coinvolge cose, persone ed affermazioni, con lo scopo di raggiungere obbiettivi predeterminati. Credo sia doveroso ed opportuno ricordare a tutti coloro che mettono in essere una di queste vere e proprie manipolazioni della realtà e degli accadimenti, che in ogni fatto ed in ogni contesto si possono palesare quasi sempre tre possibili tipologie di realtà:

Una sola però sarà la verità assoluta

Quella non ipocrita e suffragata ed autenticata da contestualizzazioni, argomenti, testimonianze, documentazioni e prove circostanziali. Tutte le altre, si scioglieranno come la neve al sole. Sarà sufficiente avere un po di pazienza e di perseveranza.

Le realtà distorte

Come si forma la consapevolezza della realtà

Troppo spesso oggi, viene costruita e divulgata una cronologia ed una conformazione dei fatti e degli accadimenti di cronaca, che altera la percezione della realtà che ci circonda e che ci avvolge in una morsa indissolubile (oltre a condizionare tutte le nostre scelte). Per comprenderlo è sufficiente soffermarsi ad ascoltare i vari Tg che ci raccontano una realtà che noi non riconosciamo nemmeno sommariamente (magari che si basa su statistiche e precedenti estratti da una piccola percentuale di italiani presi a campione o recensiti come indicatori economici: come ad esempio

  • la spesa media degli italiani per i regali di Natale 2017, che viene fissata a 166 euro) e che, non credo rispecchi tutti quegli italiani (e che sono davvero, davvero tantissimi) che spendono una decina di euro (magari, solo per i nipotini) per i regali e che, non riescono nemmeno ad addobbare l’albero!
  • Oppure la statistica media (citata da youreporter nel 2015 ad esempio) delle autovetture possedute dalle famiglie italiane, che la pongono come numero 1 al mondo! (senza considerare che all’interno di quella statistica ci sono singole persone, molte delle quali senza saperlo, che ne posseggono centinaia (la polizia stradale lo ribadisce molto spesso)!
  • Oppure, immaginando cosa succede nella mente dei bimbi che guardano le pubblicità dove:
  1. il direttore di un supermercato riporta una bambola persa all’interno del negozio, direttamente a casa della bambina che la ha smarrita!
  2. oppure dove, azionando un dispositivo di sicurezza installato nelle autovetture di una nota casa automobilistica, la pioggia si blocca all’altezza del parabrezza per poi continuare a cadere quando la vettura ha passato la zona del maltempo e si inoltra in una zona di bel tempo
  3. oppure osservare il promo di un profumo, che mostra una donna che si lancia in una corsa travolgente in grado di infrangere una barriera fisico/temporale.

E vi assicuro che questi sono solo alcuni tra gli esempi più banali