Attivazione servizi a pagamento indesiderati

Mentre state tranquillamente navigando, appare all’improvviso un piccolo banner e, casualmente lo sfiorate solo per un attimo?

Basta questa semplice quanto innocente azione ad innescare il meccanismo perverso che vi abbonerà a vostra insaputa ad uno dei tanti servizi a pagamento (quasi sempre giochi) che delapiderà in breve tempo il vostro credito telefonico.

Anch’io mi sono imbattuto in questo meccanismo (o così sono stato portato a pensare)! Mentre ero intento a consultare l’ubicazione di una località di mio interesse; improvvisamente e senza che mi apparisse alcun banner (a meno che non fosse trasparente) o alcuna strana finestra, mi giunge un sms che mi avvisava della attivazione di un servizio a pagamento di ben 5 euro settimanali.

 

sms attivazione servizi

Notifica attivazione servizi a pagamento indesideratiFermo immediatamente tutte le attività che stavo svolgendo in quel momento e chiamo subito il 119 (servizio clienti Tim) per chiedere se nella mia linea fosse stato attivato quel servizio notificatomi. L’operatore però mi conferma che nella mia linea non è attivo alcun servizio se non quello relativo al mio piano tariffario (quindi era solo un sms che mi spingeva a telefonare ad uno di quei numeri: magari l’input di attivazione era proprio quello). Non contento però, chiedo di bloccare in modo cautelativo tutti i servizi a pagamento potenzialmente attivabili. Una domanda si genera automaticamente: come hanno fatto ad estrarre il mio numero?

Se volete stare tranquilli, chiedete anche voi il blocco di tutti i servizi a pagamento!

Smartphone ed utilizzo a scuola

Si usano davvero a scopo didattico?

Come viene usato lo smartphone a scuola
Uso (non didattico) dello smartphone a scuola

La Ministra Fedeli, ribaltando la normativa del 15 marzo 2007 del Ministro G. Fioroni, ha autorizzato l’uso degli smartphone a scuola per un utilizzo didattico, (geolocalizzazione, uso delle piattaforme social per approfondimenti didattici, app per le visite ai musei, per gite e le lezioni, per registrare le lezioni per poi approfondirle a casa) lasciando ad ogni istituto scolastico la facoltà di scegliere in autonomia. Lo scopo della norma era quella di incentivare e promuovere nuovi metodi di apprendimento che valorizzassero iniziative e responsabilità degli studenti (educare alla cittadinanza digitale, educare alla partecipazione responsabile ed all’uso critico delle tecnologie). Dichiarando che bisogna sostenere un approccio consapevole al digitale nonchè la capacità d’uso critico delle fonti di informazione, anche in vista di un apprendimento lungo tutto l’arco della vita.

Mentre in altri paesi (come ad esempio la Francia) è vietato l’uso degli smartphone sia nelle scuole elementari che nelle medie, perchè considerato una fonte di distrazione dalle lezioni tenute dai docenti; in Italia, lo si approva cercando di canalizzare un uso selettivo e responsabile che non trova però sostegno tangibile da parte degli studenti che invece utilizzano gli smartphone per registrare ed immortalare scene di esibizione personale ed atti di bullsimo.

La cronaca recente invece ci mostra il lato oscuro dello smartphone e di come i ragazzi ancora non siano pronti ad attuare una linea comportamentale rispettosa delle regole, dei ruoli ricoperti e del reciproco rispetto. A lucca infatti, mentre un professore veniva minacciato ed umiliato da uno dei bulli della classe, un altro ragazzo riprendeva tutto ed il video veniva presto pubblicato su facebook, scatenando l’indignazione collettiva per il grande affronto subito dal docente e per la sfrontatezza e la volgarità con cui lo studente ha affrontato l’insegnante, chiedendogli addirittura di mettersi in ginocchio.